Lunedì, 15 Ottobre 2018

Paese che non finisce di stupire

Approfondire i siti turistici più famosi, cercarne significati e simboli, confrontarsi con la Storia, significa conoscere Un Paese che non finisce di stupire.

YEREVAN, la capitale. Con i suoi 1.150.000 abitanti è la città più popolosa. Convivono aspetti europei e caucasico/orientali. Fondata come fortezza con il nome di Erebuni, continuamente contesa da persiani e turchi, ha sempre avuto una notevole importanza strategica. Oggi rappresenta il maggior centro economico e culturale dell'Armenia e mette a disposizione del visitatore un’offerta turistica di grande autorevolezza alla pari delle capitali europee. Cura e salvaguardia dei monumenti, pulizia dei parchi, qualità degli esercizi pubblici, bar, ristoranti e alberghi, servizio di taxi, minuzioso ed economico e rapido, sono doti che rendono la capitale Yerevan una città giovane ed affascinante dove non mancano eleganza, raffinatezza, spettacoli internazionali. Yerevan e i semi della speranza

ZVARTNOTS (sito Unesco).

È una località che si trova tra Yerevan e Echmiadzin.

Il suo sito archeologico conserva i resti della maestosa Cattedrale di San Gregorio che fu costruita fra il 643 e il 652, per volere del Katholikos Nerses III, che vi spostò la Santa Sede. La Cattedrale venne innalzata nel posto in cui avvenne l'incontro fra il re Tiridate III e San Gregorio l'Illuminatore. Nel 930 fu colpita da un forte terremoto e venne distrutta: rimase sepolta fino alla sua riscoperta, nel 1900. Lo stile architettonico della cattedrale è un misto fra lo stile armeno e quello bizantino. L'interno presentava una pianta a croce greca a tre navate ed era decorato con affreschi, mentre l'esterno era un poligono a trentadue facce.

 ECHMIADZIN, la città santa (sito Unesco).

Conta ormai più di  60.000 abitanti, a 30 km a est della capitale, Echmiadzin conserva il tempio più sacro dell'Armenia e la Sede del Catholikos, cioè il capo della chiesa apostolica armena. Anticamente è stata capitale e città più importante fino al IV secolo. La Cattedrale è Il monumento più considerevole di Echmiadzin costruita in origine da San Gregorio I'lluminatore, all’epoca in cui l'Armenia era l'unica nazione del mondo a riconoscere il Cristianesimo come religione di stato, dal 301. La liturgia armena (immutata da secoli) ricorda che San Gregorio che nel V secolo, ebbe la visione di Cristo che scendeva dal cielo e colpiva il suolo con un martello d'oro per indicare il luogo dove avrebbe voluto essere costruita la Cattedrale. "Discesa dell'Unigenito" fu nominato quel luogo in armeno Echmiadzin.  La città di Echmiadzin conserva altre due chiese di notevole importanza religiosa ed architettonica: Santa Gayane, armoniosa nelle proporzioni, costruita nel 630 e Santa Ripsime, costruita nel 618 e sopravvissuta fino ai giorni nostri praticamente intatta.

 

MONASTERO DI GEGHARD, nella valle del fiume Hazat (patrimonio Unesco).

Si trova a poco meno di 40 km a Est di Yerevan e la tradizione collega la sua fondazione allo stesso San Gregorio l'Illuminatore nel IV sec. La sua particolarità è quella di essere quasi interamente scavato nella roccia della montagna (link all’armenia nel cuore Gevorg Emin) alla quale è abbarbicato. È dedicato alla lancia con la quale Longino trapassò il costato di Cristo. Fu più volte distrutto e depredato degli importanti manoscritti, ma sempre ricostruito fino alla forma attuale che data all'anno 1215. È stato luogo di sepoltura della nobiltà locale della quale si possono ancora vedere gli stemmi gentilizi, scolpiti in bassorilievo sulle pareti. Un luogo di grande suggestione e particolre struttura morfologica.

TEMPIO DI GARNI.

Si eleva su un sito fortificato già in epoca preistorica e si tratta di un tempio - che imita il famoso Partenone - dedicato probabilmente al Dio Mitra, costruito nel I secolo d.C. dal re Tiridate I e forse finanziato dall'imperatore Nerone. La struttura poggia su 24 colonne ioniche ed è leggermente rialzata sul terreno; fu abbattuto da un terremoto nell'anno 1679 e, poiché il materiale era rimasto pressoché intatto, fu ricostruito trecento anni dopo ed ora fa bella mostra di sé. Nei dintorni si trovano i resti di un coevo edificio termale, con il calidarium ancora ben conservato. Scendendo nella valle è possibile visitare la rovine del Monastero di Havuts, in un contesto paesaggistico veramente di straordinaria singolarità.